Le diverse alternative alla plastica

Le diverse alternative alla plastica

La plastica derivante dal petrolio è un materiale resistente e flessibile, ma per realizzarla vengono usati prodotti nocivi per l’ambiente, e spesso non viene nemmeno riciclata. Anche se è diventata una “compagna” nella nostra vita quotidiana, dobbiamo iniziare sostituirla, cercando di usare materiali alternativi alla plastica, così da ridurre al minimo il nostro impatto ambientale e diventare più green.

Quanta plastica consumiamo ogni giorno?

Secondo uno studio, l’essere umano produce all’anno 300 milioni di tonnellate di plastica, molte delle quali vengono abbandonate nell’ambiente. La produzione è aumentata in modo esponenziale: nel 1964 la produzione era di 15 milioni.

8 milioni di tonnellate finiscono nei mari e negli oceani di tutto il mondo: solo 570 mila tonnellate inquinano il nostro Mar Mediterraneo, ovvero 34 mila bottigliette al minuto. Si stima che attualmente ci siano più di 150 milioni di tonnellate negli oceani, questo ha portato alla formazione di isole di plastica, un esempio è la Pacific Trash Vortex del Pacifico.

cartina isola di plastica nel pacifico   isola di plastica nel pacifico

Ormai la plastica è ovunque: nei ghiacciai, nelle fosse marine, nelle rocce ma addirittura nei pesci e nell’acqua. Ci basta pensare che mangiamo alla settimana 5 grammi di plastica, l’equivalente di una carta di credito.

È un problema globale che deve essere risolto il prima possibile.

Le nuove bioplastiche

Per questo motivo, negli ultimi anni sono state progettate delle soluzioni alternative, innovative ed ecologiche. Di seguito troverete alcuni esempi.

PLA: acido polilattico

Una valida soluzione (alternativa) alla plastica proveniente dal petrolio è l’acido polilattico (PLA). È un materiale che si ottiene trasformando gli zuccheri del mais, barbabietola, canna da zucchero e altri materiali naturali e rinnovabili. È biodegradabile e compostabile: si degrada rapidamente (50 giorni) nel terreno, trasformandosi in fertilizzante per il suolo.

Questo materiale ecologico è resistente e può essere utilizzato per tutti i tipi di prodotti, che vanno dal monouso, ai tessili ai beni durevoli. Un esempio di prodotti possono essere le shopper, i bicchieri, le tazze termiche e penne.

penna realizzata con plastica PLA  shopper realizzata con plastica PLA     tazza termica realizzata con plastica PLA

Plastica di canapa

Un’altra invenzione è la plastica di canapa. È un materiale costituito da fibre di canapa, che può essere impiegato per sostituire materie prime derivate dal petrolio o composti chimici affini.

In realtà questo materiale non è così recente, infatti già agli inizi del ‘900 l’Italia coltivava canapa da cui si ricavavano fibre tessili, corde oltre a prodotti commestibili. Negli ultimi anni però l’utilizzo della canapa è aumentato in diversi settori. Oggi si costruiscono anche eco mattoni isolanti, cosmetici e bioplastiche.

Nel 2015, in Sicilia è stato brevettato un materiale plastico ricavato dagli scarti di lavorazione della canapa. È simile al polipropilene ma più leggero e rigido. Il risultato è un composto di fibre naturali biodegradabili, riciclabile e senza tossine. 100% green.

  shopper realizzata con canapaastuccio realizzato con canapasedia realizzata con plastica di canapa

Bioplastica derivata dai funghi

Recentemente scoperto è il Pestalotiopsis Microspora: un fungo in grado di “mangiare” il poliuretano e di contenere quindi la produzione dei rifiuti. Su questa scoperta sono nate varie start up con il progetto di produrre una bioplastica derivante dalle spore dei funghi, così a favorire un’industria a rifiuto zero. È un’ottima alternativa al polistirolo.

Il materiale si ottiene grazie a una combinazione di scarti agricoli e spore di funghi. È una bioplastica flessibile, leggera e resistente. L’aspetto più importante è che è totalmente compostabile, ovvero è capace di disintegrarsi diventando un terriccio fertile.

Si producono scatole, vasi, interni delle auto e può essere utilizzata per imballare prodotti. Inoltre, viene usata nell’edilizia per produrre pannelli isolanti e biomattoni.

Questa idea ha attirato l’attenzione del colosso svedese Ikea, in quanto vuole iniziare ad utilizzare imballaggi sostenibili per l’ambiente.

contenitori realizzati con plastica ricavata da spore di funghi  vasi realizzati con plastica di funghi

Plastica con le piume di pollame

In US si è progettato un nuovo modo per smaltire le piume di pollame: oggi vengono usate per realizzare materiali alternative alla plastica derivata dal petrolio.

Le piume sono costituite da cheratina: una proteina resistente e durevole quanto la plastica. È economica, riciclabile e biodegradabile e può essere modellata facilmente.

La plastica a base di cheratina ha dimostrato di essere più resistente rispetto alle altre bioplastiche derivanti da fonti agricole.

Nuova plastica dalle alghe

Negli ultimi anni sono nate varie aziende con l’idea di creare una nuova “plastica” derivante da un’alga che, per crescere, non ha bisogno d’acqua.

Questo involucro è biodegradabile e si decompone in solo quattro settimane (a differenza della plastica che ci impiega centinaia di anni).

Questa bioplastica è una valida soluzione nel campo alimentare.

contenitori realizzati con bioplastica di alghe    confezione di pasta realizzata con plastica di alghe

Iniziamo a fare scelte consapevoli

Se vogliamo continuare a vivere su questo pianeta non possiamo più non prestare attenzione ai gravi problemi ambientali che abbiamo creato. Grazie alle innovazioni che si sono sviluppate negli anni siamo in grado di poter ridurre il nostro impatto ambientale. Ma per farlo serve una grande volontà e lungimiranza.

Tutti dobbiamo mettere del nostro e quindi iniziare a fare scelte più ecosostenibili per salvaguardare la nostra casa.

Progetto Moda: la soluzione per non dire no ai gadgets

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