Mascherine e Coronavirus, tutto quello che c’è da sapere

Mascherine e Coronavirus: tutto quello che c'è da sapere

Mascherine e Coronavirus, tutto quello che c’è da sapere

Allarme Coronavirus: quali mascherine acquistare? Quando è obbligatorio indossarle? Quali proteggono davvero chi le indossa?

L’argomento mascherine è tra i più gettonati e i meno compresi del momento; facciamo chiarezza insieme in modo che tu possa scegliere in maniera consapevole la tipologia migliore per le tue esigenze e in modo che tu sappia esattamente quando e dove è obbligatorio indossarle.

Covid-19 fase 2: ecco le novità sulle mascherine

Non ci sono dubbi, come previsto dal DPCM del 26 aprile 2020, il 4 maggio ha avuto ufficialmente inizio la fase 2 del lockdown che da oltre un mese ha stravolto la vita di tutti noi.

Uno degli aspetti di maggior rilievo, oltre ovviamente all’impossibilità di compiere spostamenti se non per comprovate ragioni di salute, lavoro o necessità, consiste nell’adozione di un dispositivo che fino a poco tempo fa veniva utilizzato solamente da poche categorie di lavoratori.

Stiamo parlando proprio della mascherina.

Se fino a ora la questione relativa a tempi e modi di utilizzo di questo strumento è stata rimessa al buon senso di ognuno, con il nuovo DPCM, invece, è stata regolamentata in maniera dettagliata.

Nello specifico, è obbligatorio indossare la mascherina al fine di arginare il fenomeno Coronavirus, in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, sui mezzi pubblici e in ogni altro luogo in cui non sia possibile rispettare costantemente il distanziamento sociale. Le disposizioni sono rivolte a tutti, fatta eccezione unicamente per i minori di sei anni e per chi presenta disabilità incompatibili con l’uso della stessa.

Un’altra novità importante ma tutta da definire e confermare riguarda l’imposizione di un prezzo calmierato, almeno per le mascherine chirurgiche, che dovrebbe aggirarsi attorno a 0,50 € al pezzo.

Non sappiamo con esattezza fino a quando si dovrà indossare la mascherina. Secondo alcuni esperti sarà fondamentale utilizzarla finché non ci sarà un vaccino per il Coronavirus, cioè ancora per mesi.

Quel che è certo è che per diverso tempo questo oggetto farà parte della nostra quotidianità. Impariamo quindi a conoscere le caratteristiche delle tipologie più diffuse, ma soprattutto a capire come utilizzarle e smaltirle correttamente.

Mascherine Coronavirus: quali tipologie esistono e come sceglierle

Le mascherine sono fondamentalmente di tre tipologie. Ci sono quelle chirurgiche, quelle in stoffa e quelle filtranti.

La differenza, che ci permette di suddividerle ulteriormente in due macrocategorie, consiste nella capacità che ogni modello ha di proteggere chi lo indossa.

Infatti, soltanto le mascherine filtranti fungono da dispositivo di protezione individuale, mentre le altre aiutano a mantenere sano l’ambiente circostante e ad evitare che una persona contagiata, magari asintomatica, possa rilasciare agenti patogeni attorno a sé.

Per cui, seppur in via indiretta, anche le mascherine in stoffa o quelle chirurgiche si rivelano, se indossate da tutti, efficaci per la salute della comunità.

La motivazione è la seguente: se una persona che ha contratto il virus esce di casa perché è asintomatica e quindi non sa di averlo contratto, l’eventualità di spargere particelle virali nell’ambiente è decisamente inferiore se indossa correttamente una mascherina.

Una precauzione da adottare a prescindere dalla tipologia consiste nel rimuovere il dispositivo possibilmente dagli elastici, perché la parte esterna è più esposta alla contaminazione. Dopo tale operazione, è inoltre necessario lavarsi correttamente le mani.

1 – Mascherine in stoffa

Come illustrato dal DPCM, è possibile utilizzare anche mascherine monouso o lavabili prodotte autonomamente purché siano realizzate in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e riescano a coprire mento, bocca e naso.

In commercio è possibile trovare infiniti modelli di mascherine per evitare il contagio di Coronavirus, ognuno con particolari peculiarità e caratteristiche.

Si va dalle versioni più semplici composte di solito da una parte in cotone o in polipropilene e degli elastici, fino a bande ad applicazione auricolare o alle fasce multifunzione.

Il punto a favore di questo modello è rappresentato dal fatto che spesso le mascherine in stoffa sono riutilizzabili, se correttamente disinfettate secondo le indicazioni del dispositivo stesso, e anche dal fatto che sono personalizzabili e abbastanza semplici da reperire. Salvo particolari indicazioni, queste mascherine si possono disinfettare tra le 10 e le 20 volte. L’operazione andrebbe ripetuta al termine di ogni utilizzo.

Si tratta, dunque, della soluzione ideale anche per chi ha un’attività commerciale e vorrebbe distribuirle come gadget ai dipendenti ma anche alla propria clientela.

Attenzione però: non si tratta di dispositivi medicochirurgici né di dispositivi di protezione individuale, come abbiamo visto precedentemente. Possono comunque essere prodotte ai sensi dell’art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, ma non sono idonee a un utilizzo in ambito ospedaliero o assistenziale.

In sintesi

Pro:

  • Spesso sono ecosostenibili perché riutilizzabili;
  • Semplici da reperire o da creare;
  • Si possono personalizzare.

Contro:

  • Non è semplice riconoscere quelle efficaci;
  • Non proteggono chi le indossa.

 

2 – Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi medici monouso e servono per evitare che chi le indossa possa contaminare lo spazio in cui si trova. Affinché si possa parlare di dispositivi sicuri ed efficaci anche contro il Coronavirus, è importante che siano dotati di certificazione UNI EN 14683:2019.

Tale certificazione attesta che siano stati soddisfatti determinati requisiti e metodi di prova, tra cui la resistenza a schizzi di saliva (droplets) e la traspirabilità.

Da poco al centro di una forte polemica relativa ai prezzi di vendita al pubblico imposti dal Governo, le mascherine chirurgiche potrebbero diventare difficili da reperire. Diversi commercianti, infatti, hanno espresso la loro volontà di interromperne la vendita, poiché con le nuove tariffe si andrebbe in perdita.

Si tratta di dispositivi che da soli non proteggono contro la diffusione del Covid-19, per cui è fondamentale accompagnarne l’utilizzo con altri dispositivi di protezione come i guanti, e mantenere il distanziamento sociale di almeno 1 metro.

In sintesi

Pro:

  • Costo molto contenuto;
  • Bloccano verso l’esterno i droplets.

Contro:

  • Difficoltà di reperibilità;
  • Non proteggono chi le indossa.

 

3 – Mascherine Coronavirus filtranti FFP (Filtering Face Piece)

Come già accennato, le mascherine filtranti sono le uniche che fungono da dispositivo di protezione personale.

Tuttavia, è doveroso fare un’importante precisazione. Innanzitutto è possibile individuarne tre tipologie: le FFP1, le FFP2 e le FFP3.

Soltanto le FFP2 e le FFP3 sono utili contro il Coronavirus perché filtrano, rispettivamente, tra il 94% ed il 99% delle particelle presenti nell’aria e tra l’8% ed il 2% delle particelle in uscita. Ma attenzione ai modelli con la valvola!

Poiché hanno un forte potere filtrante, l’utilizzo di queste mascherine non è sempre agevole, e per questo alcuni modelli presentano una valvola sulla superficie che serve per facilitare l’espirazione dell’aria, evitando che condensi all’interno. Ma questo comporta anche che l’aria che viene rilasciata non sia sufficientemente filtrata, per cui se qualcuno è affetto da Coronavirus non dovrebbe usare i modelli con la valvola.

Inoltre, poiché molti soggetti potrebbero essere infetti ma asintomatici, dunque ignari portatori, l’utilizzo di questi modelli è tutt’ora argomento di dibattito.

Essendo le migliori da un punto di vista della performance, sono anche le più difficili da reperire. Alla luce di ciò, sarebbe preferibile destinare le risorse esistenti a chi ne ha veramente bisogno, come il personale ospedaliero o chi assiste gli ammalati di Covid-19.

Per quanto riguarda la durata, invece, dipende dal tipo di modello; ne esistono infatti sia di monouso (NR) che modelli riusabili (R). I filtri, comunque, hanno una durata molto variabile che dipende in ultima analisi dalla tipologia dello stesso, dalla marca, dall’intensità del lavoro svolto e dal tasso di esposizione agli agenti esterni. Va tuttavia detto che questo tipo di informazione è generalmente fornita al momento dell’acquisto del dispositivo.

In sintesi

Pro:

  • Sono dispositivi di protezione individuale;
  • I modelli senza valvola filtrano efficacemente l’aria in uscita.

Contro:

  • Scarsa offerta rispetto all’elevata domanda;
  • Anche se utilizzate correttamente, possono rendere difficoltosa la respirazione.

 

Quali mascherine utilizzare per proteggersi dal Coronavirus?

È indubbio, dunque, che siano le mascherine filtranti quelle più idonee a proteggerci dal contagio da Coronavirus. Però ci sono dei problemi rilevanti da analizzare.

In primo luogo, si tratta di mascherine efficaci solo se correttamente indossate e utilizzate, e questo può non essere sempre intuitivo soprattutto per chi non ha manualità con il dispositivo. Inoltre, l’emergenza globale che stiamo vivendo ci impone un consumo costante di mascherine, e le aziende produttrici non riescono a garantire il pieno approvvigionamento.

Per cui, la scelta più saggia e cosciente che si possa fare è quella di lasciare le mascherine filtranti a chi lavora in situazioni a rischio contagio o a chi assiste soggetti contagiati.

Del resto, anche quelle in stoffa e quelle chirurgiche possono davvero proteggere e mantenere l’ambiente sano, purché usate correttamente.

In merito si è espresso anche il Dottor Alessandro Gasbarrini, chirurgo dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, con un video-tutorial diventato presto virale sul web. Gasbarrini individua, in maniera ironica ma veritiera, 3 tipologie di mascherine.

  • Ci sono “le mascherine altruiste”, ossia quelle chirurgiche che infatti non proteggono direttamente ma sono molto efficaci per bloccare il contagio.
  • Definisce “mascherine egoiste” le mascherine FFP con valvola perché, se da una parte permettono di non infettarsi, al tempo stesso non filtrano l’aria in uscita, consentendo eventualmente l’immissione nel virus nell’ambiente.
  • Infine, “mascherine intelligenti” sono le FFP senza valvola che proteggono dal Coronavirus sé stessi e gli altri.
Mascerine intelligenti, egoiste, altruiste

Credits immagine: ferrara24ore.it – fabiovettori.com

 

Tutto questo significa che tutti noi dobbiamo utilizzare questi dispositivi, e che dobbiamo impegnarci a rispettare anche le altre disposizioni in vigore, come il distanziamento sociale e l’utilizzo di guanti. Sono semplici operazioni dettate dal buon senso, avvalorate anche dalle posizioni del Ministero della Salute e dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Istruzioni per l’uso: come si indossano le mascherine, come si tolgono e dove si gettano

Passiamo quindi all’aspetto pratico, spesso sottovalutato ma di fondamentale importanza.

Innanzitutto è bene sapere che prima di indossare una mascherina si devono lavare le mani con acqua e sapone o con un gel disinfettante a base alcolica. La mascherina si applica prendendola dagli elastici o comunque dalle parti periferiche, evitando di toccare la parte centrale.

Presta attenzione all’integrità della mascherina e assicurati che aderisca bene al volto e che copra perfettamente naso e bocca, altrimenti la sua efficacia si annulla completamente. Tradotto: non serve a nulla indossarla come fosse un nuovo status symbol (ovvero solo sul mento, col naso scoperto, o peggio ancora adagiata in fronte a mo’ di bandana). La mascherina è uno strumento di protezione per la comunità, non un inutile orpello.

Evita poi di toccarla durante l’utilizzo; evita di toglierla e metterla ad intermittenza, ad esempio con la scusa di fumare una sigaretta.

Per toglierla correttamente prendila dalle estremità e non toccare in alcun modo la parte anteriore.

Se la mascherina è riutilizzabile, riponila in un sacchetto e tienilo chiuso fino al momento in cui procederai con la sterilizzazione.

Se si tratta di una tipologia monouso, questa va smaltita rigorosamente tra rifiuti indifferenziati. Come? Dal momento che si tratta di rifiuti potenzialmente infetti, l’Istituto Superiore della Sanità ha indicato che il modo corretto consiste nell’isolare la mascherina in un piccolo sacchetto e poi riporre lo stesso con gli altri rifiuti indifferenziati. Al termine dell’operazione di smaltimento, lava accuratamente le mani prima di dedicarti a qualsiasi altra attività.

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