La polo: l’alternativa casual alla camicia

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La polo: l’alternativa casual alla camicia

La polo è uno dei pochi capi di abbigliamento che non passa mai di moda. Tutti sanno che si tratta di una t shirt dotata di colletto chiusa da bottoni a pressione o da zip. Però pochi conoscono  la sua storia, come si è evoluta e come è sopravvissuta per tanto tempo, diventando l’ emblema di un’eleganza informale.

La storia della polo

Originariamente la polo veniva utilizzata unicamente in chiave sportiva ed era la divisa dei giocatori di polo in india. Nel nel corso degli anni però, pur rimanendo la divisa ufficiale per diversi sport, ha modificato la sua identità grazie alla sua versatilità e alle tante possibilità di abbinamento.

Fu alla fine del XIX secolo che in Europa si diffuse una nuova consapevolezza che indicava come  le attività all’aria aperta fossero  salutari per l’uomo. Così fu riscoperta e rilanciata la cultura sportiva. La nobilità e la borghesia inglesi fanno propria questa nuova tendenza, che ben presto raggiunge Parigi e da lì si diffonde in tutta Europa. Tra le altre cose, è in questo periodo che nasce il termine “sport”.

Con il diffondersi delle attività sportive cresce la necessità di un abbigliamento adeguato e per ogni sport nascono capi specifici per quell’attività. In particolare per l’equitazione viene introdotta la polo, grazie agli ufficiali britannici di stanza in India, dove avevano imparato il gioco del polo.

John Brooks e i bottoncini

Fu John Brooks, dei Brooks Brothers, che di ritorno da un viaggio in Inghilterra, notò quel particolare colletto dei giocatori di polo e gli piacque così tanto che, non appena tornò in America, decise di applicare questi colletti alle sue camicie.

Fu così che nacque la cosiddetta poloshirt, ma anche il modello button-down. In un momento in cui i colletti delle camicie erano rigidi e inamidati, applicò alle sue camicie questi colletti morbidi uniti alla camicia da due piccoli bottoni frontali. Un dettaglio all’epoca rivoluzionario che si rivelò pratico e moderno in voga ancora oggi, anche se rimase ancora  legata al mondo dello sport.

René Lacoste e la jersey petit piqué negli anni 30

Nel 1926 René Lacoste disegna  un nuovo tipo di t shirt che chiama jersey petit piqué. Fino ad allora si giocava a tennis in giacca e cravatta.  Fu  quindi il primo ad indossare la t shirt polo  per giocare a tennis.

In seguito, una volta ritiratosi dal tennis professionistico, iniziò a commercializzare questo capo applicando l’ormai leggendario, piccolo coccodrillo cucito sopra. In breve questo articolo si espanse ancora ad altri sport, in particolare al golf grazie a sua moglie che era una campionessa di questo sport.

Fred Perry e gli anni 50

Fu grazie ad un altro o grandissimo giocatore di tennis, Fred Perry, che la polo entrò sempre più a far parte del mondo del tennis.  Nel 1952 creò la sua versione di polo con righine di contrasto nel colletto e nelle costine, il cui segno distintivo era una corona d’alloro ricamata lato cuore.

Il successo fu immediato e nel corso degli anni si staccò dal mondo del tennis e divenne un marchio che distingueva i movimenti giovanili dell’epoca.

Ralph Lauren e la svolta degli anni 70

Nel 1972 Ralph Lauren lancia la sua nuova linea di moda che chiamò proprio Polo rendendola un capo capace di raggiungere chiunque, un vero capo alla moda. E’ qui che subisce un vero e proprio cambio d’identità, pur rimanendo la divise per alcuni sport, diventa il capo fondamentale per un look casual chic da abbinare a jeans informali, ma anche sotto alla giacca.

Oggi un “must have” in tutto il mondo

Sono tanti i personaggi che hanno indossato ed amato questo capo dal Principe Carlo a Paul Simonon dei Clash, da Lady Diana a Marylin Clint Estwood, a Frank Sinatra e hanno contribuito a farne un capo irrinunciabile e ancora oggi  l’uso delle polo è diffuso in tutto il mondo occidentale.

Perché amiamo la polo

Come abbiamo visto, la polo è versatile può essere abbinata ai jeans, ma può essere indossato sotto ad una giacca. E’ adatta a tutte quelle occasioni dove non è richiesto un abbigliamento formale, ma un abbigliamento troppo casual non sarebbe adatto, l’uso di una polo, a manica corta o a manica lunga è la giusta soluzione. L’alternativa!

Non dimentichiamoci poi che il suo tessuto, il piquet di cotone, ha un’alta traspirabilità. La sua lavorazione a nido d’ape lo rende morbido e fresco. Sono tanti i professionisti che per questo motivo sostituiscono la camicia con una polo durante i mesi più caldi.

Per lo stesso motivo la polo viene spesso utilizzata anche come divisa da lavoro. In questo caso esistono trattamenti particolari sui filati che ne aumentano la resistenza.

In conclusione

Pur rimanendo  legata ad ambienti prettamente sportivi, quale divisa per i giocatori di polo, di tennis e di golf, viene indossata indifferentemente in tante altre situazioni, unendo sportivo ed elegante rappresenta uno stile “informal chic” sia per uomini che per donne.

Siamo a tua disposizione per darti  tutte le informazioni che desideri.  Progetto Moda è specializzata nella fornitura di abbigliamento personalizzato e, in particolare, per le polo possiamo personalizzare un’infinità di modelli, in materiali diversi e innovativi, a seconda dell’utilizzo che ne devi fare. Polo classiche in resistente piquet di cotone adatte come divise aziendali, oppure  in fresco jersey per la  divisa di chi lavora nei centri medici o nei centri benessere, o in un negozio, mentre per il tempo libero e per le attività all’aperto suggeriamo polo confortevoli in cotone organico, o ancora in materiale tecnico traspirante per le palestre e per qualsiasi attività sportiva.

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